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Dalla lettera testamento di Sokon Matsumura al suo amico e discepolo Kuwae

«E indispensabile comprendere il vero significato dell’allenamento nell’arte marziale. Preciso di seguito questa attitudine, e lei la esaminerà bene.
All’inizio, le vie dello studio e dell’arte marziale sono basate su uno stesso principio e ogni via comprende tre specie. Le tre specie nella via dello studio sono gli studi della letteratura, dell’esegesi e del confucianesimo.
Lo studio della letteratura consiste nel praticare le belle scritture ed è utile per ottenere una migliore situazione sociale e un buon reddito. Lo studio dell’esegesi ha per scopo il comprendere meglio il significato dei testi di Confucio e l’insegnarlo agli altri. E uno studio in vista di una migliore conoscenza, ma con essa non potrete approfondire la via.

Questi due studi permettono solo di ottenere degli onori nelle lettere e io non li chiamo il vero studio. Lo studio del confucianesimo consiste nel conoscere l’essenziale di ogni cosa a partire dalla via, nel rendere sincera la propria volontà, nel rendere corretto il proprio spirito e, per mezzo di questo, gestire la famiglia, governare il paese e mantenerlo in pace. E questo il vero studio, lo studio che conviene a un confuciano.
Le tre specie nella via dell’arte marziale sono l’arte marziale dell’intellettuale, l’arte marziale del pretenzioso e l’arte marziale del budo.
Nell’arte marziale dell’intellettuale, si pensa ai vari modi di allenamento e li si cambia spesso senza approfondire. Si conoscono numerose tecniche, ma la pratica è come una danza e si è incapaci di applicarle in combattimento.

Nell’arte marziale del pretenzioso, ci si agita molto senza allenarsi realmente, tuttavia si parla spesso delle proprie imprese gloriose. Si provocano delle zuffe e si offendono gli altri. Secondo le circostanze si rischia di distruggersi o di disonorare la propria famiglia.
Nell’arte marziale del budo, le cose vanno a buon fine con un’elaborazione permanente, si resta calmi anche quando gli altri sono agitati e si vince dominando lo spirito del proprio avversario. Maturando la propria arte, si arriva a manifestare le proprie capacità superiori e sottili, a restare senza turbamento in qualsiasi situazione, a non essere al di fuori di sé.
E se si tratta di lealtà e di fedeltà verso il proprio signore e i propri genitori, si diventa una tigre feroce, un’aquila piena di dignità; avendo la rapidità di visione di un uccello, si può vincere qualunque nemico.

L’obiettivo dell’arte marziale consiste nel dominare la violenza, nel rendere inutili i soldati, nel proteggere il popolo, nello sviluppare la qualità della persona, nell’assicurare al popolo la tranquillità, nel creare un’armonia tra i gruppi e poi nell’accrescere i beni della società.
Sono le sette virtù dell’arte marziale di cui il santo maestro (Confucio) fa l’elogio.
Sicché il principio è unico per lo studio e per l’arte marziale. Inutili sono le arti marziali dell’intellettuale e del pretenzioso.
Io desidero che lei prosegua nel senso dell’arte marziale del budo e che sia capace di reagire opportunamente secondo le mutevoli situazioni, dominandole.
Ho scritto quanto sopra senza alcuna reticenza, poiché è con questo spirito che deve continuare ad approfondire il suo allenamento.

Bucho Matsumura
II 13 Maggio.
Al mio discepolo Kuwae»

 

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