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Giappone

Il karate si è sviluppato a Okinawa, isola maggiore dell’arcipelago delle RyuKyu, che si trova a sud del Giappone, tra questo la Cina e Taiwan.

L'Okinawa-te trae sicuramente le sue origini dalle tecniche di lotta , provenienti dal nord e dal sud della Cina con caratteristiche diverse, dalle tecniche di lotta giapponesi e dalla commistione con tecniche di lotta autoctone. L’incontro di queste visioni diverse del combattimento, associato ad una necessità costante di elaborare tecniche a mano vuota (disarmata) contro avversari armati ha visto nascere nell’arco di circa 2 secoli l’Okinawa te o To-de ovvero lotta a mano vuota di Okinawa.

In Cina le arti marziali erano arrivate dall’India. Nel 520 d.c. un monaco buddista indiano, storicamente conosciuto come Bodhi Dharma Darauma Taishi (28° patriarca buddhista in linea diretta da Kasyapa discepolo di Buddha, I° patriarca zen), giunse in Cina e visse a lungo in un tempio nella provincia dell’Honan: lo Shao-lin-szu, "il monastero della giovane foresta", luogo nel quale diffuse una versione personale della sua religione basata sul principio della fusione di corpo e spirito. Ideò, in questo monastero, dei sistemi di allenamento rivolti ai suoi allievi, atti a migliorare la resistenza e la forza fisica necessarie per mantenere la ferrea disciplina che era alla base dello loro religione

A lui sono attribuite le tecniche respiratorie "I chin ching", volte allo sviluppo del "Ch'i", in giapponese Ki, l'energia interiore. Nel tempio dì Shaolin il monaco proseguì lo sviluppo delle sue esperienze di lotta indiane, fondendole con quelle della lotta cinese.

 

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